AUDIO - Lucchesi: "Potevo tornare alla Roma, ma qualcuno non era d'accordo"

ESCLUSIVE

In diretta su Retesport, nello spazio condotto da Marco Madeddu e Gianluca Piacentini è intervenuto Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale della Roma per parlare della sfida tra i viola e i giallorossi e delle due presidenze americane. 

C’è Fiorentina-Roma direttore…

“Mi sento romano, anche se sono nato Firenze. Per fare un gruppo e far funzionare un’azienda ci vuole molto tempo, a rovinarlo ci vuole un minuto. Nelle due esperienze a Roma e Firenze abbiamo sbagliato poco e le cose sono andate bene”.

Rocco Commisso e James Pallotta: due mondi diversi, qual è l’approccio giusto?

“La ricetta giusta non esiste. Entrambi cercano di fare business, perché non c’è più l’imprenditore mecenate come prima. Gli americani hanno capito che il calcio italiano può essere un buon affare perché si può investire poco e incassare tanto valorizzando il brand. A Roma non hanno avuto molta fortuna, la tifoseria fa cori contro il presidente, credo sia una parentesi finita. A Firenze è appena iniziata, c’è bisogno di assestamento”.

Non crede che la sua Roma potesse vincere di più?

“Dovevamo vincere di più per il potenziale che avevamo, perché l’anno dopo lo scudetto eravamo quelli dello scudetto più innesti come Cassano… eravamo più forti”

Non crede che Spalletti abbia raccolto meno di quanto meritato?

“Lui ha allenato le più grandi squadre in Italia, manca solo la Juve. Lui a Roma ha gestito il post Franco Sensi, dove si vendevano giocatori per prenderne altri”.

Che allenatore è Montella?

“Un buon allenatore, nel pieno della maturità, che però ha fatto delle esperienze poco fortunate. Alla Fiorentina potrebbe fare qualcosa di interessante, ma deve superare questo momento. Un insuccesso a Firenze sarebbe difficile da superare, dovrebbe ricominciare daccapo”.

Cosa pensa di Franco Baldini?

“Mi fai una domanda difficile. Con lui ho discusso molto il rapporto non è più quello di una volta, anche se all’inizio con lui e Capello eravamo un ottimo trio. Ho avuto l’opportunità di tornare alla Roma due o tre volte, ho detto a Baldini che se proprio non voleva aiutarmi, almeno non si doveva mettere contro. Ma ho il sospetto che lui non abbia messo una buona parola, quind il nostro rapporto si è logorato. Io sono molto legato alla Roma, sono anche benvoluto dalla gente. Vivo qui e mi sento adottato da questa città e da questa tifoseria. Ho vissutoa  Roma anche quando ho lavorato altrove”.

Che tipo è Guido Fienga?

“Lo conosco poco, so che lavora molto sul progetto Roma, ma non lo conosco dal punto di vista personale”.

Fienga ha dovuto gestire gli addii di Totti e De Rossi…

“Li conosco bene, Francesco l’ho vissuto negli anni migliori, a Daniele ho fatto il primo contratto da professionista. Sono due persone che se gli tagli le vene esce sangue giallorosso. Non arrivo a dire che la società abbia sbagliato, ma la gestione non è stata felice. Perché svuotare la società delle bandiere, in società non c’è più un romano, spero che Fienga sia romanista. Di sicuro Petrachi sta facendo un buon lavoro. In conclusione vorrei approfittare del vostro microfono per fare gli auguri di buone feste ai tifosi della Roma”.