[ESCLUSIVA] - Francesca Costa: "Sogno il Pallone d'oro per mio figlio, ma ancora non ha preso la patente"

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Francesca Costa, la mamma di Zaniolo, è intervenuta in esclusiva ai nostri microfoni. Tra i tanti temi toccati, riguardanti suo figlio, anche quello sugli insulti sessisti ricevuti di recente tramote social. Queste le sue parole:

ZANIOLO - "Nicolò è maturato molto ed è pacato, a volte forse però prende troppi gialli. Non esce mai e fa una vita tranquilla, a volte non sembra nemmeno un ventenne. Lui ha i suoi sogni e se li custodisce gelosamente, forse per scaramanzia non dice nulla ed è un suo modo per proteggersi. Spero che un giorno vinca il Pallone d'Oro, ma per il momento vive alla giornata. Nicolò non ha mai avuto problemi con la Roma e il baciare la maglia dopo il gol contro il Milan è stato solo un modo per ringraziare i tifosi. Loro lo apprezzano tantissimo, anche quando cammina per strada, con questo gesto semplice li ha voluti ringraziare. I tatuaggi che ha sono per la sua famiglia e ai suoi affetti. Spero che continui così con la sua semplicità e umiltà, tutto questo lo vedono anche i compagni e si vede".

INSULTI SESSISTI - "Io nel derby con la Lazio li ho vissuti in prima persona, poi gli altri insulti li ricevo tramite social. Qui non c'è lo sfottò calcistico, qui si vuole solo ferire la persona e il calcio non c'entra nulla. Ci sono molti ragazzini che mi scrivono cose gravi e mi chiedo cosa farà quando sarà grande. Non la vedo una cosa positiva, non è facile per una donna tutto questo e per una società che sta tentando di combattere il fenomeno. Quando mi rispondono che io voglio sfruttare mio figlio famoso per mettermi in mostra, non giustifica il fatto di ritenersi liberi di scrivere tutte queste cose. Io non mi voglio mettere in mostra e non sto assolutamente sfruttando mio figlio per questo. A me non interessa quello che mi scrivono"

LA PRIMA DA TITOLARE CON LA NAZIONALE - "Ero a casa dai miei genitori, il nonno è il suo primo tifoso e abbiamo visto la partita qui a casa. Non ci abituiamo mai a Nicolò, io che piangevo mentre mio marito urlava".