[AUDIO] - Cesare Di Cintio: "Caso Petrachi? Le parole del direttore non hanno valenza probatoria. Fonseca? Ha ammesso l'errore, mi aspetto una riduzione di squalifica"

ESCLUSIVE

CASO PETRACHI E SQUALIFICA DI FONSECA - Cesare Di Cintio, avvocato di diritto Sportivo, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport: sia sul caso della squalifica di Fonseca per due giornate, sia sulle parole di Petrachi in conferenza stampa in merito alla trattiva Dzeko-Inter. 

SULLA SQUALIFICA DI FONSECA - "Il giudice sportivo ha commintao due giorante: una per la doppia ammonizione e l'altra per le proteste del tecnico verso l'arbitro Massa. Dobbiamo mettere in evidenza che un eventuale sconto può arrivare grazie all'attenuante. Fonseca, se bene abbia avuto un comportamenteo non corretto, ha comunque ammesso di aver commesso un errore e questo può essere un attenuante. Una giornata può essere la giusta punizione. I precedenti in tema di attenuanti ci sono, soprattutto per quel che riguarda gli allenatori. C'è da aggiungere che è cambiato il codice e quindi tutto dipenderà dall'interpretazione, la pronuncia in merito alla questione farà giurisprudenza. L'esito di questo ricorso, a mio odo di vedere, può portare una riduzione da due a una giornata. La Roma comunque posso dire che si trova in buone mani. Le scuse di Fonseca avranno un peso in fase di decisione, l'attegiamento di chi ammette un errore viene il più delle volte premiato". 

IL CASO PETRACHI - "L'intervista di Petrachi giuridicamente non può avere un contenuto di una confessione, non ha valenza probatoria. Magari da parte del direttore ci può anche essere stato un lapsus. L'intervista non ha valenza di confessione, anzi la Procura Federale deve dimostrare in modo concreto e oggettivo che il direttore abbia svolto tale attività. Ci deve essere una prova ben più forte, soprattutto dalla parte del Torino. Servono sostanzialmente le prove".