Prima conferenza De Rossi in Argentina: "Al Boca perché ho ancora voglia di calcio"

NEWS

Nelle ore in cui la Roma scopre il calendario della stagione ventura, Daniele De Rossi tiene la prima conferenza stampa da giocatore del Boca. Dopo la introduzione del presidente Angelici, che ha voluto essere presente, il numero 16 si è concesso alle domande dei giornalisti:

Burdisso è stato importante nella trattativa?

"Noi ci sentiamo spesso, non so quando mi ha fatto la prima offerta. Dopo l’ufficialità dell’addio alla Roma ho capito che era intenzionato a portarmi qui. Gli ho detto quasi subito sì, ma poi ho dovuto pensarci. Cambiare così tanto poteva spaventarmi. Il sì è stato perché appena penso alla voglia di giocare a calcio cerco un posto che mi dia stimoli. Lui è stato una garanzia, se mi dice che qui sono professionisti ci credo, è un uomo onesto. Non avrebbe fatto questo per portarmi in un posto dove starei male, era lui la mia garanzia".

C’erano molte squadre su di te. Che cosa ti ha dato in più il Boca per cambiare completamente vita? 

"Per quanto riguarda le notizie uscite, dovreste parlare con i vostri colleghi. Non ho mai parlato, mi piace poco farlo. Uscivano notizie non vere, alcune vicine alla verità, altre improvvisazioni. Non ho un profilo social attivo, la smentita è arrivata quando ho detto sì. Meglio lasciar parlare gli altri e accettare una piccola confusione".

Che cosa dirai ai tuoi colleghi? 

"Ne parlerò alla fine dell’esperienza, ma è una conferma che è un posto giusto per lavorare. Non voglio strutture fantascientifiche, ho bisogno di gente seria. Qui mi è permesso, in un ambiente che mi da stimoli, io vivo così il calcio, 24 ore al giorno, non voglio un posto che mi spenga.

Tra quanto potrai giocare? 

"Penso di aver bisogno di un po’ di giorni, deciderà il mister col suo staff. Deciderà lui, quando vedrà che sarò in forma mi butterà dentro. Devo stare qui un anno, capisco che c’è fretta, ma una o due partite in più non cambiano quello che ci sarà da fare".

Quali sono i tuoi obiettivi qui?

"I miei obiettivi sono quelli di squadra, vincere il campionato e la Libertadores. Lo saranno per quest’anno e vedremo per quanto. Sto qui per dare il mio contributo, spero che mercoledì (gara di ritorno contro l'Atletico Paranaense, ndr) le cose andranno bene, mi piacerebbe debuttare in questa competizione e mi dispiace di questa giornata perché potrebbe distogliere l’attenzione dai miei compagni".

Hai giocato in Italia contro Zarate e Tevez. Che ti ricordi di loro? 

"C’è stata grande rivalità con entrambi, più con Mauro, a Roma c’è grande rivalità. Abbiamo fatto bei derby e ci siamo dati qualche botta, con rispetto. Tevez ha sempre giocato in squadre un po’ superiori alla mia e verrà ricordato per decenni. Loro, ma anche tutti i compagni, mi hanno accolto in una maniera incredibile. E’ bello vedere i tifosi alle 6 di mattina ed è bello che i compagni ti facciano vedere che sei uno di loro. Mi difendo con lo spagnolo e cerco di farmi vedere subito uno di loro."

Chi chiamerai per venire qui? 

"Non chiamerò nessuno, tutti dovrebbero vivere quello che vivo io. Se ti piacciono gli stadi belli e le esperienze non ci sono dubbi".

Maradona ha avuto influenza nella tua scelta di venire qui? 

"Quando ero piccolo vedevo il calcio ed ho vissuto gli anni subito successivi a Maradona, a Italia ’90. Non puoi non innamorarti di Maradona ed ho seguito il Boca. Ho poi capito la follia che c’è dietro la squadra, la scelta poi ha toccato altri profili umani e professionali."

Il Boca Juniors è simile alla Roma? 

"Sì, si vede che sono fatto così. Ho vissuto 20 anni un ambiente di matti, che vivono il calcio 24 ore al giorno. Potevo andare in un posto per rilassarmi un po’, sempre con serenità. Invece ho scelto il Boca, vivrò con più pressione e la gente è ancora più matta per il calcio. Comunque andrà la stagione, la scelta mi farà migliorare come persona".

Che cosa ti può dare il Boca ed il calcio argentino? 

"Voglio ancora scoprirlo, si può migliorare in qualsiasi età. Mi darà tanto dal punto di vista della passione, dell’energia. Io spero di dare qualcosa alla mia squadra e ai miei compagni. Il mio obiettivo è dare quello che potevo dare alla Roma: non faccio rovesciate come Messi  o Maradona, ma quando sarò in forma potrò dare molto ai compagni".

De Rossi prima di chiudere ha voluto aggiungere un pensiero: "Ho sentito cose false, come che a me e alla mia famiglia terrorizzava vivere a Buenos Aires, una città in cui vivono 15 milioni di persone. Non avrei mai fatto questo errore, nè l'ho fatto in passato. Siamo felici di essere qui, e questa è la dimostrazione del cuore di questa gente. Grazie a tutti per l'accoglienza"