[PODCAST] - Morelli e gli amici dell'83: "All'Olimpico per De Rossi, ormai ha capito cosa è successo con la Roma"

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Sarà un Olimpico sold out a salutare Daniele De Rossi nel giorno della sua ultima gara con la maglia della Roma. Tra i 60mila ed oltre tifosi, ci sarà anche un gruppo di ragazzi che occupa un posto speciale nel cuore della bandiera romanista. Un gruppo di ragazzi dell'83, amici del numero 16 e rappresentati da Fabio Morelli, che si sono organizzati per essergli vicino nella sua ultima. Proprio Morelli, ai microfoni di ReteSport, racconta la sua storia: "Ci tengo a sottolineare che tutti noi ci siamo organizzati per andare a salutare Daniele, e non De Rossi. Sono due cose differenti: noi ci conosciamo da circa 25 anni e abbiamo formato questo gruppo che si è trasformato poi nel corso degli anni. E' una cosa nata improvvisamente, abbiamo pensato di andare a regalargli il nostro doveroso tributo allo stadio. Lui lo sa, glielo abbiamo dovuto dire per forza perché ama le cose sobrie. Stiamo provando ad organizzare qualche sorpresa, ma non vogliamo urtare alcuna sensibilità. C'è una partita da giocare e da vincere prima per la Roma, poi nel post gara qualcosa ci sarà".

Morelli ripercorre l'età dell'adolescenza affrontata assieme a De Rossi, raccontando le qualità che lo hanno portato fin al tributo di domenica: "Con Daniele abbiamo iniziato a giocare insieme a 12 anni, quando si è ancora in una fase sensibile. Si percepisce se un ragazzo è tecnico, caratteriale, se ha talento. All'epoca lui giocava seconda punta o trequartista. Io giocavo in porta e la squadra era composta da più di 30 ragazzi. Col passare del tempo è scalato a centrocampo e a livello caratteriale e fisico ha avuto una crescita incredibile. Questa componente, unita a quella tecnica, gli ha permesso di spiccare. La cosa che lo rende speciale è l'aver mantenuto lo spirito dei suoi 12 anni. E' presente ed altruista. Anche noi che non siamo arrivati a certi livelli ci sentiamo allo stesso piano con lui, è una persona come le altre mentre tanti calciatori non sono così. Un difetto? Caratterialmente è un po' introverso forse. Quando giocavamo insieme, eravamo tutti bambini che sognavamo di arrivare dove lui è arrivato, a 12 o 13 anni lui già affermava che il calcio non fosse tutto, che fosse un divertimento. L'umiltà l'ha aiutato molto. Pubblicamente gli dico che gli voglio bene".

Infine, una battuta sul come la sua storia con la Roma è terminata"Sono un allenatore nell'ambito del calcio, cerco di parlare il più equilibratamente possibile: chi è professionista sa che determinate storie ad un certo punto finiscono" dice Morelli. "Daniele ha giocato 18 anni con la stessa maglia, più che giocatore ha rappresentato qualcosa. In un ambiente come Roma, poi, si è amplificato tutto. Ma in cuor suo credo che sappia che certe storie sono determinate a finire in una carriera. Probabilmente sul modo si può parlare, ma Daniele è un ragazzo serio, una persona intelligente, ha capito cosa è successo. Ora andrà in vacanza e poi si proietterà nel suo futuro. Prima o poi sarà su una panchina: però ha tutte le carte in regola per svolgere più ruoli in una società".