La rivoluzione romanista

TIFOSI

Il Tempo (A.Austini) – Altro che ritocchi, altro che «non faremo più tante compravendite» come ha dichiarato un incauto Pallotta venti giorni fa. Monchi sta rivoltando la Roma come un calzino: stesso modus operandi di Sabatini, vendere a cifre alte i big ritenuti «sacrificabili» e acquistare i migliori talenti prima che diventino inaccessibili. L’ennesima rivoluzione romanista è partita dalla cessione di Salah al Liverpool -42 milioni di euro più 8 di bonus di cui almeno 3 «facili» -e ora passa per un altro, probabile doppio addio: Manolas e Paredes sono vicini allo Zenit San Pietroburgo. Una telefonata partita dai dirigenti russi, stimolati dal tecnico Mancini, ha sbloccato l’affare giovedì sera. Messa sul piatto una cifra complessiva superiore ai 60 milioni di euro per i due romanisti, la risposta di Monchi è stata positiva. A patto che gli affari viaggino separati.

E se per Manolas è quasi tutto fatto (valutazione oltre i 30 milioni di euro e contratto da 4 netti all’anno per il greco), domani sarà più chiara la posizione di Paredes: il procuratore Pablo Sabbag, che sta già trattando con lo Zenit uno stipendio da 3 milioni e mezzo, sbarca a Roma per chiudere il cerchio. Non è escluso che porti sul tavolo altre offerte per il regista, dalla Juventus al Borussia, ma finora nessuno dei due club s’è fatto vivo con la Roma. Paredes sembra orientato ad accettare il trasferimento in Russia, dove sogna di giocare il Mondiale la prossima estate con l’Argentina, l’operazione è in stato avanzato ma non c’è fretta.