[FOTO e VIDEO] - Monchi: "Le mie idee diverse da quelle di Pallotta, per questo via dalla Roma"

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A Siviglia è il giorno di Monchi. Alle 13, l'ex ds giallorosso sarà presentato come nuovo direttore sportivo del club andaluso, di ritorno dopo i due anni alla RomaReteSport non poteva mancare alla conferenza stampa di presentazione: con l'inviato sul posto Giorgio De Angelis, la radio dei tifosi della Roma cercherà di porre le proprie domande e le perplessità di tutti i giallorossi all'ex dirigente. Stay tuned!

L'8 marzo Monchi ha rescisso consensualmente il suo contratto con la società capitolina, immediatamente dopo l'esonero di Eusebio Di Francesco, con due anni d'anticipo rispetto al contratto firmato nell'aprile del 2017. Da ieri, lo spagnolo è tornato ufficialmente in quella che è stata la sua casa prima da calciatore e poi da dirigente.

Ore 13.00 - Questa la risposta alla domanda del nostro inviato Giorgio De Angelis: "Quella del Circo Massimo mi sembra assurdo considerarla una dichiarazione perché sappiamo come è uscita. Non è giusto dire che avrei aspettato i tifosi al Circo Massimo. Sono andato via dalla Roma prima della scadenza del mio contratto per un motivo. Ad un certo punto ho capito che l'idea della proprietà era diversa dalla mia. Il presidente pensava che era meglio andare a destra, io pensavo che era meglio andare a sinistra. Continuare così non era giusto. Ma senza pensare che io avessi ragione o la avesse lui. Lui è la proprietà, io posso solo parlare bene di Pallotta e di tutti quelli che hanno avuto un motivo per portarmi alla Roma. Mai ascolterete una parola mia contro la società o contro la Roma. Nel momento in cui abbiamo capito che la strada era diversa abbiamo pensato fosse il momento di fermarsi".

Ad inizi0 conferenza, prende la parola il presidente Castro: "Siamo qui per presentare il nostro nuovo direttore generale sportivo, ma le presentazioni non servono. Torna a casa sua dopo che se n’è andato ed è una grande notizia. Non se s’è mai andato, sarà sempre parte del club. Torna con lo stesso incarico che aveva, avrà molto da dire in tutti gli ambiti della gestione della squadra. Gli abbiamo presentato un progetto di lavoro".

Queste le prime parole di Monchi: "E’ un giorno difficile da immaginare ed è complicato poter spiegare. E’ un giorno che ho sperato arrivasse il prima possibile e si sta compiendo. voglio ringraziare il presidente e l’amministrazione e a tutti quelli che hanno contribuito che sia qui. Il presidente l’ha detto perfettamente: non perché sono sevillista, anche se lo sono, ma non sono qui per questo. E’ una realtà invidiata nel mondo. Io sono qui oggi perché in questi ultimi giorni con il presidente e i direttori generali mi hanno trasmesso un’idea del futuro del Siviglia che coincide con quello che ho nella mente che possa essere il Siviglia del futuro. Credo che dopo essere stato due anni fuori dal Siviglia, in un club importante che sarà sempre nel mio cuore come la Roma, sono cresciuto professionalmente e ho il diritto e il dovere di continuare questa crescita personale nel club che amo. Vengo convinto che ci sono molti lavori da fare, molte cose buone che sono state fatte e credo di poter apportare delle cose buone qui. L’ultima volta che sono stato ds sono rimasto 18 anni. Vengo per rimanere qui il massimo tempo possibile”.

Prosegue l'ex ds giallorosso, tornando sui motivi del suo addio al Siviglia due anni fa: "Voglio aiutare l’allenatore giorno dopo giorno. In quanto alle leggende urbane, io non me ne sono andato dal Siviglia perché ho litigato con qualcuno. Me ne sono andato perché credevo che era il momento di andare perché dovevo trovare motivazioni esterne. Credi che il centro del mondo è questo e devo andare via per poter crescere. Avevo bisogno d’aria. Cercavo un posto difficile, scelsi un progetto che mi aiutasse a crescere. Ho scelto il progetto che mi aiutasse a crescere. Ora voglio tornare perché questa crescita posso reinvestirla qui. Ero sevillista alla Roma lavorando 24 ore al giorno per un altro progetto, ora posso essere sevillista al Sevilla lavorando 24 ore su 24 per questo progetto sportivo".

Si parla anche di cessioni e acquisti: "Il modello qui a Siviglia è quello vincente. Non voglio ripetere gli errori. Alcune volte si vendono giocatori per necessità o per crescere. Oggi che le necessità sono minori non credo che dobbiate avere paura nel vendere giocatori perché è il modello che ha sempre utilizzato il Siviglia. E’ anche il modello delle squadre di tutto il mondo. La fortuna che abbiamo in questo momento è che la tradizione del club ha continuato in questi ultimi anni".